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Francesca Marchesani

”I poeti morti non scrivono gialli” di Bjorn Larsson, molto più di una semplice constatazione

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I poeti morti non scrivono gialli. In realtà non scrivono proprio, o almeno non più, e anche se potessero l’ultima cosa che farebbero è scrivere un romanzo giallo. Questa non è una semplice constatazione ma è anche il titolo di un meraviglioso libro di Bjorn Larsson.

Uscito nel 2011 è l’ennesimo scrittore svedese che si cimenta in quello che tutti gli svedesi sanno fare meglio, scrivere gialli. Ma  Bjorn Larsson, al contrario dell’ omonimo, forse parente lontano (ma non troppo) Stieg della trilogia di Millennium, edito da un molto noto Marsilio Editore non trova una così vasta fortuna facendosi pubblicare da una meno mastodontica casa editrice. Ma come si dice, non giudichiamo il libro dalla copertina, o dall’editore. Mi accingo quindi a illustrarvi questo romanzo purtroppo così poco conosciuto.

Jan Y., poeta maledetto, da poco uscito da una condizione di povertà estrema grazie al suo editore, vive su un peschereccio, osserva il sole nascere tutti i giorni e continua imperterrito a scrivere in versi. Ma le vendite vanno male per un popolo che non fa altro che scrivere e leggere gialli. Così Petersen, l’editore fidato e anche amico di Jan gli propone un accordo. Vede in lui molto talento anche per la prosa e gli chiede di provare a scrivere un giallo. Jan, da una parte è scoraggiato e contrario all’idea, ma dall’altra non può pesare sulle spalle del suo editore per sempre, deluderà i suoi fan più accaniti ma una volta diventato famoso per il romanzo continuerà a sfornare poesie, molte più di prima.

Gli amici più stretti del poeta gli sconsigliano di provare la strada della narrativa, meglio rimanere uno scribacchino sconosciuto piuttosto che uno che si vende alla miglior offerta, ma loro non possono capire, e così Jan comincia a scrivere un giallo di denuncia sulle frodi bancarie, sul traffico dei soldi sporchi e sui manager corrotti. Non è tutto frutto della sua fantasia purtroppo, chiede molte informazioni in giro per non rischiare di mettere su carta in milioni di copie accuse infondate. Mancano una cinquantina di pagine al finale quando Jan viene trovato impiccato nella sua barca.

Neanche un pezzo di carta per giustificare il gesto, neanche un file sul pc del manoscritto quasi finito. Le cose non quadrano, soprattutto perchè un impiccato non può perdere sangue. Jan è quindi stato messo a tacere, facile risalire al colpevole. Qualcuno implicato nel giro d’affari citato nel libro ancora da finire. Oppure semplicemente un fan accanito del poeta, ma non dell’uomo che stava per tradire la poesia.

Tutto questo si trasforma in un giallo mozzafiato, dal finale sorprendente, che non annoia mai.

 Un giallo svedese come ce ne sono molti, ma come potrebbero essercene molti di più.

2 giugno 2014
 
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Francesca Marchesani

Francesca è una ragazza annoiata dal mondo che si vede intorno. Questo la porta a leggere più libri del dovuto. Di questo suo passatempo ne ha fatto poi un lavoro, scrivendo recensioni, intervistando autori spesso emergenti, e leggendo in diretta web televisiva molte pagine. Niente e nessuno sfugge alla sua lingue biforcuta, ma se un libro le rapisce il cuore potrebbe stare per ore a parlarne. O a tesserne le lodi. Ecco il motivo per cui nasce questo blog.

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