Books on air

Francesca Marchesani

”La pioggia prima che cada” di Jonathan Coe, fotografie per ciechi

02052014161851_sm_7348

Avete mai provato a spiegare a qualcuno senza l’immenso dono della vista cosa sia un colore? Come è fatto un albero? Quanto è bello commuoversi per un bel film? Se come me non lo avete mai fatto, leggere il libro di Jonathan Coe ‘La pioggia prima che cada‘ vi aprirà letteralmente gli occhi.

La storia parte con la morte sospetta di una vecchia zia zitella ultrasettantenne. Attenzione se non avete una zia zitella in famiglia, è alta la probabilità che quella del vostro nucleo familiare siate voi, mettete le mani avanti.

Ma tornando a noi, Zia Rosamond muore, e alle sue nipoti che si devono spartire l’eredità tocca un arduo compito, spartire i pani e i pesci.

Trovano non per caso, una scatola indirizzata a una versa Imogen, la terza destinataria dell’eredità, che nessuna di loro conosce, anzi si ne hanno sentito parlare vagamente, era una bimbetta cieca, l’hanno vista una volta ad un compleanno e poi basta. É difficile rintracciare una persona del genere, quindi a Gill, la nipote più grande, tocca l’amara decisione, aprire la scatola e vedere se dentro trova qualcosa per riuscire a rintracciare Imogen. Dentro ci sono un sacco di audio cassette registrate poche ore prima della morte della zia. Deve ascoltarle.

Praticamente Rosamond prova a aspiegare a Imogen le sue origini, il suo passato, i segreti della sua famiglia. E lo fa tramite una ventina di fotografie, Rosamond si registra mentre descrive queste immagini una dopo l’altra e con i ricordi che automaticamente vengono a galla, da quando era bambina fino alla sua estrema fine. Gill si intrufola abusivamente in scheletri non suoi, che non avrebbero mai dovuto vedere la luce. Ma cosa confesserà Rosamond di così  sconvolgente? Ma soprattutto riusciranno mai a trovare Imogen?

 

Tutto questo in ‘La pioggia prima che cada’, un libro sempre più emozionante e coinvolgente pagina dopo pagina, scritto da un Coe che come il suo connazionale Hornby mi sta conquistando sempre di più!

 

‘Ricordo che aveva la fronte aggrottata, mentre rifletteva su queste parole, poi annunciò << Bè, a me piace la pioggia prima che cada>>. Rebecca sorrise della trovata ma io (in modo molto pedante, suppongo) dissi: <<Però prima che cada non è proprio pioggia tesoro!>>.

<< E allora cos’è?>>  E io le spiegai che era solo umidità, umidità nella nuvole.

Lei abbassò gli occhi e si concentrò, ma io non mi arresi.

<< Sai non esiste una cosa come la pioggia prima che cada. Deve cadere altrimenti non è pioggia.>>

Era un principio stupido su cui insistere con una bambina e mi pentii di aver cominciato. Ma Thea sembrava non avere alcuna difficoltà ad afferrarlo, semmai il contrario, perchè dopo qualche minuto mi guardò e scosse la testa con aria di commiserazione, come se stesse mettendo a dura prova la sua pazienza dover discutere di cose del genere con una ritardata

<< Certo che non esiste una cosa così, è proprio per questo che è la mia preferita. Qualcosa può ben farti felice anche se non è reale.>>

Francesca Marchesani

15 maggio 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Tags
Commenti
Mostra più commenti

Francesca Marchesani

Francesca è una ragazza annoiata dal mondo che si vede intorno. Questo la porta a leggere più libri del dovuto. Di questo suo passatempo ne ha fatto poi un lavoro, scrivendo recensioni, intervistando autori spesso emergenti, e leggendo in diretta web televisiva molte pagine. Niente e nessuno sfugge alla sua lingue biforcuta, ma se un libro le rapisce il cuore potrebbe stare per ore a parlarne. O a tesserne le lodi. Ecco il motivo per cui nasce questo blog.

Utenti online